I Quaderni della Città

 

 

La collana I QUADERNI DELLA CITTA’ è concepita, con grafica di Tommaso Signorini/Umid.it, per rilanciare la prospettiva del Piano urbanistico. La città non è fatta dalla somma delle decisioni private, né da singoli progetti e interventi architettonici come ci vuol fare credere l’insofferenza per la partecipazione e il confronto con i cittadini, per le procedure amministrative o per la mancata disponibilità dei suoli e dei beni da parte del pubblico. Uno dei disegni più belli, il Campo Marzio di Piranesi, evidenzia come i singoli frammenti architettonici si urtano fra loro e si accumulano dimostrando l’inutilità dello sforzo inventivo: l’ossessivo reiterarsi delle invenzioni riduce l’organismo urbano ad una macchina inutile; spesso invivibile. Da qui si rilancia l’idea della città come opera d’arte collettiva, per la quale è necessaria una visione nell’interesse generale e una conseguente pianificazione per realizzare una città conviviale. È un’attività complessa con la quale si organizza l’ordinata convivenza delle cose e delle persone, fra di loro e con il paesaggio e il proprio ambiente di riferimento.
La collana raccoglie le esperienze di pianificazione svolte in varie città, formando un mosaico sulla base del quale definire i problemi attuali e dimostrare che la disciplina urbanistica non è al tracollo, né è una materia noiosa, per burocrati o politicanti, ma necessaria per un buon governo.
Dopo il primo su Pietrasanta, impostato come un agile racconto, seguirà uno su Tarquinia, curato da Pier Luigi Cervellati, un territorio dove ritornano i temi piranesiani della scoperta archeologica come metafora utopica e progettuale della città contemporanea, per poi proseguire con Pistoia, Cascina...e con altre esperienze che vorranno essere raccontate con disegni e parole.

 


PIETRASANTA: IL RACCONTO DEL PIANO

PIETRASANTA: IL RACCONTO DEL PIANO

Questo Quaderno (a cura di Giovanni Maffei Cardellini, Alberto Montemagni e Benedetto Di Cristina) non rappresenta il Regolamento urbanistico approvato dal Consiglio comunale nel luglio del 2014 e non riporta le tavole ufficiali, la normativa o gli altri elaborati che possono essere consultati sul sito del comune. È piuttosto un racconto illustrato che testimonia un’esperienza di lavoro, occasione di riflessione sulla città e sui cambiamenti recenti. Tre temi si ritrovano: la conservazione della città storica, per la quale si deve riconoscere che non bastano le regole edilizie, pur sperimentate con successo nei programmi di recupero urbano. Oggi occorrono le politiche appropriate verso i cittadini che la devono ancora abitare e verso le attività che la fanno vivere. Il superamento del dualismo conflittuale centro/periferia, per cui sono necessarie nuove centralità nel tessuto edificato in abbandono (il recupero e la rigenerazione urbana), superando l’idea di marginalità, fisica e sociale, insita nella definizione di periferia. Il controllo delle trasformazioni d’uso dei suoli e, di conseguenza, la limitazione dell’espansione e del consumo di nuovo suolo rurale. La diffusione della città è un costo ormai insostenibile per le nostre amministrazioni; mentre impegnare risorse verso questo tipo di crescita, distoglie dalla cura della città edificata e del territorio. Un lavoro è anche un’esperienza umana e per questo,dobbiamo molto ringraziare l’assessore Rossano Forassiepi e il gruppo di lavoro guidato da Manuela Riccomini (responsabile del procedimento) e da Eugenia Bonatti, con Luca Nespolo e gli altri colleghi Laura Benedetti, Ilaria Natucci, Antonella Petrucci, Ilaria Sacchelli, Luca Leonardi e Filippo Bondi, capaci di gestire in tempi contenuti un’operazione complessa.